sabato 14 agosto 2010
Sacco E Vanzetti Memorial Day
23 agosto 2010 Veglia per i diritti umani dedicata all’appello per il rientro in Italia di Faith Aiworo
Il 23 agosto 2010 a Torremaggiore (FG) nel piazzale Palma e Piacquadio a partire dalle ore 20,00 sarà celebrato il "NICOLA SACCO AND BARTOLOMEO VANZETTI MEMORIAL DAY", istituito con proclama dal Governatore del Massachusetts, Michael S. Dukakis per ricordare, nell’anniversario della loro morte, l’ingiusta condanna subita dai due lavoratori italiani.
Quest’anno l’Associazione ha deciso di ricordare il sacrificio di Sacco e Vanzetti con una Veglia per i diritti umani per sottoscrivere l’Appello promosso da Everyone e da CGIL-CISL-UIL e rivolto al Ministro degli Esteri, al Presidente del Senato ed al Presidente della Camera per il rientro in Italia di Faith Aiworo.
Faith è una ragazza di 23 anni, che era scappata dal suo Paese di origine per sfuggire all’arresto, dovuto all’uccisione accidentale del suo datore di lavoro, che aveva provato a stuprarla. Giunta irregolare in Italia, per due anni non ha trovato modo di ottenere un permesso di soggiorno, ma neppure è stata informata del diritto a conseguire l'asilo proprio perché, nel suo Paese, avrebbe rischiato la pena di morte. Alcuni giorni fa Faith è stata vittima di un secondo tentativo di stupro e quando si è recata in Questura per denunciare l’accaduto, anziché ricevere aiuto, poiché era senza documenti è stata arrestata e deportata dall’Italia nel suo Paese di origine, pur in pendenza della richiesta di asilo promossa dal suo difensore, anche se tardivamente. In Nigeria è stata arrestata ed è in attesa della pena di morte per impiccagione.
L’espulsione di Faith è avvenuta in spregio alla Convenzione di Ginevra e alle normative internazionali sulla protezione umanitaria e sussidiaria. Rimandando in Nigeria Faith l'Italia ha violato la sua Costituzione e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea che all’art. 19, comma 2°, testualmente recita: “Nessuno può essere allontanato, espulso o estradato verso uno Stato in cui esiste un rischio serio di essere sottoposto alla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti.”
Durante la veglia si terrà una tavola rotonda sui diritti dei migranti e sul caso di Faith Aiworo, cui seguirà una fiaccolata per i diritti umani che si concluderà al Monumento a Sacco e Vanzetti nel Cimitero di Torremaggiore.
L’Associazione Sacco e Vanzetti invita i cittadini, le Istituzioni, i Partiti Politici, le Associazioni ed i Movimenti che si oppongono a questa gravissima decisione ad aderire all’appello ed a partecipare alla veglia.
L’adesione formale, se voluta, può essere comunicata a matteomarolla@virgilio.it o a info@saccoevanzetti.org.
Il Presidente
Matteo Marolla
Il 23 agosto 2010 a Torremaggiore (FG) nel piazzale Palma e Piacquadio a partire dalle ore 20,00 sarà celebrato il "NICOLA SACCO AND BARTOLOMEO VANZETTI MEMORIAL DAY", istituito con proclama dal Governatore del Massachusetts, Michael S. Dukakis per ricordare, nell’anniversario della loro morte, l’ingiusta condanna subita dai due lavoratori italiani.
Quest’anno l’Associazione ha deciso di ricordare il sacrificio di Sacco e Vanzetti con una Veglia per i diritti umani per sottoscrivere l’Appello promosso da Everyone e da CGIL-CISL-UIL e rivolto al Ministro degli Esteri, al Presidente del Senato ed al Presidente della Camera per il rientro in Italia di Faith Aiworo.
Faith è una ragazza di 23 anni, che era scappata dal suo Paese di origine per sfuggire all’arresto, dovuto all’uccisione accidentale del suo datore di lavoro, che aveva provato a stuprarla. Giunta irregolare in Italia, per due anni non ha trovato modo di ottenere un permesso di soggiorno, ma neppure è stata informata del diritto a conseguire l'asilo proprio perché, nel suo Paese, avrebbe rischiato la pena di morte. Alcuni giorni fa Faith è stata vittima di un secondo tentativo di stupro e quando si è recata in Questura per denunciare l’accaduto, anziché ricevere aiuto, poiché era senza documenti è stata arrestata e deportata dall’Italia nel suo Paese di origine, pur in pendenza della richiesta di asilo promossa dal suo difensore, anche se tardivamente. In Nigeria è stata arrestata ed è in attesa della pena di morte per impiccagione.
L’espulsione di Faith è avvenuta in spregio alla Convenzione di Ginevra e alle normative internazionali sulla protezione umanitaria e sussidiaria. Rimandando in Nigeria Faith l'Italia ha violato la sua Costituzione e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea che all’art. 19, comma 2°, testualmente recita: “Nessuno può essere allontanato, espulso o estradato verso uno Stato in cui esiste un rischio serio di essere sottoposto alla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti.”
Durante la veglia si terrà una tavola rotonda sui diritti dei migranti e sul caso di Faith Aiworo, cui seguirà una fiaccolata per i diritti umani che si concluderà al Monumento a Sacco e Vanzetti nel Cimitero di Torremaggiore.
L’Associazione Sacco e Vanzetti invita i cittadini, le Istituzioni, i Partiti Politici, le Associazioni ed i Movimenti che si oppongono a questa gravissima decisione ad aderire all’appello ed a partecipare alla veglia.
L’adesione formale, se voluta, può essere comunicata a matteomarolla@virgilio.it o a info@saccoevanzetti.org.
Il Presidente
Matteo Marolla
Lettera Del Presidente Matteo Marolla Al Ministro Degli Esteri Franco Frattini
Egr. Sig. Ministro Frattini,
sono il Presidente dell'Associazione Sacco e Vanzetti, di cui la Presidente Onoraria è Fernanda Sacco, l'unica nipote vivente di quel Nicola Sacco che 83 anni fa fu ingiustamente condannato alla pena di morte, con Bartolomeo Vanzetti, per un delitto che non avevano commesso. Il suo Dicastero ha già dato ampia dimostrazione di umana sensibilità ed alta maestria nella gestione di altre delicate questioni. Con questa convinzione , in via del tutto eccezionale, vogliamo vibrare un appello al Suo autorevole interessamento fattivo perchè Faith Aiworo, ingiustamente espulsa dal nostro Paese, possa far rientro in Italia. A tal proposito la nostra Associazione il 23 agosto prossimo, in occasione dell'83. Anniversario del SACCO E VANZETTI MEMORIAL DAY, organizza una VEGLIA PER I DIRITTI UMANI dedicata al rientro in Italia di FAITH AIWORO.
Nell'allegarLe il Comunicato Stampa e la locandina della Veglia, voglio sperare anche in un Suo messaggio di saluto ai partecipanti.
Cordiali Saluti,
dott. Matteo Marolla
sono il Presidente dell'Associazione Sacco e Vanzetti, di cui la Presidente Onoraria è Fernanda Sacco, l'unica nipote vivente di quel Nicola Sacco che 83 anni fa fu ingiustamente condannato alla pena di morte, con Bartolomeo Vanzetti, per un delitto che non avevano commesso. Il suo Dicastero ha già dato ampia dimostrazione di umana sensibilità ed alta maestria nella gestione di altre delicate questioni. Con questa convinzione , in via del tutto eccezionale, vogliamo vibrare un appello al Suo autorevole interessamento fattivo perchè Faith Aiworo, ingiustamente espulsa dal nostro Paese, possa far rientro in Italia. A tal proposito la nostra Associazione il 23 agosto prossimo, in occasione dell'83. Anniversario del SACCO E VANZETTI MEMORIAL DAY, organizza una VEGLIA PER I DIRITTI UMANI dedicata al rientro in Italia di FAITH AIWORO.
Nell'allegarLe il Comunicato Stampa e la locandina della Veglia, voglio sperare anche in un Suo messaggio di saluto ai partecipanti.
Cordiali Saluti,
dott. Matteo Marolla
lunedì 9 agosto 2010
La Scampagnata Di Tonino Con Tanta Voglia Di Elezioni
A Montenero di Bisaccia la festa dell’Idv con tanti amici e il professor D’Alimonte. C’è anche la nipote di Sacco (giustiziato con Vanzetti nel 1927)
Claudia Fusani
L'Unità
8 Agosto 2010
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Rassegna Stampa
venerdì 6 agosto 2010
Appelli Per Faith Aiworo, Deportata Dall'Italia E Imprigionata In Nigeria
Quest'anno la veglia del 23 agosto sarà dedicata al rientro di Faith Aiworo in Italia. Di seguito pubblichiamo l'appello di Sofia Colmo:
Dopo la deportazione in Nigeria di Faith Aiworo, una ventitreenne che nel suo paese rischia la morte, molte voci si alzano per chiedere all’Italia di rispettare le convenzioni internazionali e far tornare in Italia la donna. Il gruppo EveryOne, i sindacati confederali, Amnesty e molti altri chiedono al ministro Frattini e ai presidenti delle camere di «attivarsi nell’immediato affinché la ragazza venga ricondotta in sicurezza e al più presto a Bologna».
«Faith Aiworo, 23 anni, è stata arrestata e deportata dall’Italia nel suo paese di origine, la Nigeria, dove rischia il patibolo, in spregio alla Convenzione di Ginevra e alle normative internazionali sulla protezione umanitaria e sussidiaria», spiega il Gruppo EveryOne. Faith è arrivata in Italia nel 2007, dopo aver subito una condanna penale per l’omicidio del suo datore di lavoro, che aveva tentato di violentarla. «Uscita su cauzione, si è rifugiata a Bologna. Secondo le leggi nigeriane e considerato il potere economico e politico della famiglia dell’uomo che aveva provato a stuprarla, Faith potrebbe essere condannata a morte. In Italia non ha ricevuto asilo né permesso di soggiorno umanitario, quindi è divenuta clandestina, in base alla legge 94/2009 [oggetto di una denuncia formale di EveryOne al Consiglio diritti umani dell'Onu, all'Alto commissario per i diritti umani Pillay e al Consiglio d'Europa], e ha ricevuto due decreti di espulsione», prosegue il gruppo EveryOne.
«Quando alcuni giorni fa Faith è stata vittima di un secondo tentativo di stupro, le forze dell’ordine intervenute, l’hanno accompagnata in Questura per denunciare l’accaduto ma qui, anziché ricevere aiuto, è stata espulsa perché senza documenti e trasferita al Centro di identificazione ed espulsione di Bologna. La domanda di asilo predisposta dal legale della donna non ha impedito che questa fosse rimpatriata in Nigeria, dove è già stata arrestata in attesa dell’esecuzione della pena di morte per impiccagione» si legge in una nota unitaria di Cgil, Cisl e Uil. L’uomo è in carcere, ma Faith è stata rinchiusa nel Cie bolognese di via Mattei e il 20 luglio è stata deportata in Nigeria, dove è stata subito arrestata e imprigionata.
Secondo Amnesty International, «in Nigeria la Convenzione delle Nazioni unite sulle donne non ha ancora trovato applicazione e le Autorità hanno regolarmente disatteso il loro compito di esercitare la diligenza dovuta nell’impedire e affrontare la violenza sessuale, sia da parte di attori statali che non statali, contribuendo a creare una radicata cultura d’impunità».
«In Nigeria – sottolineano i tre sindacati confederali – almeno 58 persone sono state giustiziate negli ultimi 12 mesi e Faith potrebbe essere uccisa da un momento all’altro. La Costituzione italiana è contro la pena di morte perché questa rappresenta la violazione più brutale del più basilare dei diritti umani. Ed è per questa ragione che Cgil Cisl e Uil – ancora increduli della rapidità con cui si è deciso e provveduto alla espulsione – condannano l’accaduto e chiedono al governo e alle Istituzioni tutte di attivarsi nei tempi utili per salvare la vita a Faith».
Anche il Gruppo EveryOne, insieme alla Rete antirazzista, «chiede al ministro degli esteri Frattini e ai presidenti di Camera e Senato, onorevoli Fini e Schifani, di avviare nell’immediato attraverso i propri consiglieri diplomatici le procedure di trasferimento sicuro della giovane donna a rischio di vita nel territorio italiano, per scongiurare trattamenti inumani e degradanti o addirittura la sua messa a morte». EveryOne ha inoltre sollecitato un intervento del Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa Thomas Hammarberg, e dell’Alto commissario Onu per i rifugiati Antonio Guterres affinché intraprendano «con la massima urgenza presso le autorità nigeriane azioni per scongiurare la messa al patibolo di Faith e favorire quindi il suo ritorno a Bologna, dove si è costruita una nuova vita e dove è innegabile il suo diritto all’asilo politico».
Sofia Colmo
Dopo la deportazione in Nigeria di Faith Aiworo, una ventitreenne che nel suo paese rischia la morte, molte voci si alzano per chiedere all’Italia di rispettare le convenzioni internazionali e far tornare in Italia la donna. Il gruppo EveryOne, i sindacati confederali, Amnesty e molti altri chiedono al ministro Frattini e ai presidenti delle camere di «attivarsi nell’immediato affinché la ragazza venga ricondotta in sicurezza e al più presto a Bologna».
«Faith Aiworo, 23 anni, è stata arrestata e deportata dall’Italia nel suo paese di origine, la Nigeria, dove rischia il patibolo, in spregio alla Convenzione di Ginevra e alle normative internazionali sulla protezione umanitaria e sussidiaria», spiega il Gruppo EveryOne. Faith è arrivata in Italia nel 2007, dopo aver subito una condanna penale per l’omicidio del suo datore di lavoro, che aveva tentato di violentarla. «Uscita su cauzione, si è rifugiata a Bologna. Secondo le leggi nigeriane e considerato il potere economico e politico della famiglia dell’uomo che aveva provato a stuprarla, Faith potrebbe essere condannata a morte. In Italia non ha ricevuto asilo né permesso di soggiorno umanitario, quindi è divenuta clandestina, in base alla legge 94/2009 [oggetto di una denuncia formale di EveryOne al Consiglio diritti umani dell'Onu, all'Alto commissario per i diritti umani Pillay e al Consiglio d'Europa], e ha ricevuto due decreti di espulsione», prosegue il gruppo EveryOne.
«Quando alcuni giorni fa Faith è stata vittima di un secondo tentativo di stupro, le forze dell’ordine intervenute, l’hanno accompagnata in Questura per denunciare l’accaduto ma qui, anziché ricevere aiuto, è stata espulsa perché senza documenti e trasferita al Centro di identificazione ed espulsione di Bologna. La domanda di asilo predisposta dal legale della donna non ha impedito che questa fosse rimpatriata in Nigeria, dove è già stata arrestata in attesa dell’esecuzione della pena di morte per impiccagione» si legge in una nota unitaria di Cgil, Cisl e Uil. L’uomo è in carcere, ma Faith è stata rinchiusa nel Cie bolognese di via Mattei e il 20 luglio è stata deportata in Nigeria, dove è stata subito arrestata e imprigionata.
Secondo Amnesty International, «in Nigeria la Convenzione delle Nazioni unite sulle donne non ha ancora trovato applicazione e le Autorità hanno regolarmente disatteso il loro compito di esercitare la diligenza dovuta nell’impedire e affrontare la violenza sessuale, sia da parte di attori statali che non statali, contribuendo a creare una radicata cultura d’impunità».
«In Nigeria – sottolineano i tre sindacati confederali – almeno 58 persone sono state giustiziate negli ultimi 12 mesi e Faith potrebbe essere uccisa da un momento all’altro. La Costituzione italiana è contro la pena di morte perché questa rappresenta la violazione più brutale del più basilare dei diritti umani. Ed è per questa ragione che Cgil Cisl e Uil – ancora increduli della rapidità con cui si è deciso e provveduto alla espulsione – condannano l’accaduto e chiedono al governo e alle Istituzioni tutte di attivarsi nei tempi utili per salvare la vita a Faith».
Anche il Gruppo EveryOne, insieme alla Rete antirazzista, «chiede al ministro degli esteri Frattini e ai presidenti di Camera e Senato, onorevoli Fini e Schifani, di avviare nell’immediato attraverso i propri consiglieri diplomatici le procedure di trasferimento sicuro della giovane donna a rischio di vita nel territorio italiano, per scongiurare trattamenti inumani e degradanti o addirittura la sua messa a morte». EveryOne ha inoltre sollecitato un intervento del Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa Thomas Hammarberg, e dell’Alto commissario Onu per i rifugiati Antonio Guterres affinché intraprendano «con la massima urgenza presso le autorità nigeriane azioni per scongiurare la messa al patibolo di Faith e favorire quindi il suo ritorno a Bologna, dove si è costruita una nuova vita e dove è innegabile il suo diritto all’asilo politico».
Sofia Colmo
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