martedì 6 ottobre 2009
venerdì 2 ottobre 2009
Kento feat. Hyst - Sacco O Vanzetti (Director Elena Fiorenzani)
KENTO
SACCO O VANZETTI: IL VIDEOCLIP
Regia di Elena Fiorenzani
Uno spazio semiabbandonato in bilico tra il carcere e il centro sociale. È il luogo in cui si aggirano le presenze di coloro che presero parte a quel balletto macabro che si consumò negli anni ’20 e che portò alla morte sulla sedia elettrica due innocenti perché anarchici, perché italiani, perché immigrati: Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti.
Il rapper calabrese Kento, ispirandosi a questa vicenda e agli omaggi che tutte le forme d’arte hanno tributato a Nick e Bart, ha posto l’attenzione sulle loro differenze nell’affrontare il destino condiviso:
“Puoi scegliere di rifiutare del tutto ciò che non puoi affrontare, di sputare con disprezzo su quel muro e poi voltargli le spalle. O puoi scegliere di combattere fino alla fine, di prenderlo a martellate anche se sai che non potrai mai abbatterlo o scalfirlo. Ai giudici che – comunque e in ogni caso - ti condanneranno puoi opporre la tua dialettica più veemente. O semplicemente il silenzio. Puoi assomigliare a Nicola Sacco, o a Bartolomeo Vanzetti. Puoi renderti conto che, in vari momenti della tua vita, sei stato uno dei due e che, in fondo al tuo essere, convivono entrambi” (Kento).
Partendo da questa premessa la regista Elena Fiorenzani ha realizzato un videoclip in cui Kento si fa interprete di entrambe le istanze: da un lato Kento/Vanzetti carcerato ma ancora vivo in carne e ossa, che tenta disperatamente di resistere alla manipolazione della realtà combattendo con la parola, unico mezzo rimasto a sua disposizione; dall’altro Kento/Sacco, interamente bianco, già fantasma di se stesso prima ancora di essere giustiziato, che rifiuta il confronto con un giudizio già scritto chiudendosi in una sorta di ostinato mutismo.
Il videoclip è strutturato in una forma in cui passato e presente convivono in un gioco di visioni e rimandi.
Se infatti da un lato si mantengono dei riferimenti storici (trucco e costumi), dall’altro la vicenda è attualizzata attraverso la scelta della location (il centro sociale Forte Prenestino di Roma) e la sottolineatura registica della drammatica attualità del caso, nel contesto espressivo contemporaneo del rap di Kento.
Il testo della canzone:
Rit: Quando il tuo destino viene a farti visita
Che fare? Che fare?
Sei pronto a dare tutto sapendo che non c’è rivincita?
Restare a lottare?
Voce come luce, ma se non c'è più calore
L'urlo blocca le parole, causa eclissi di sole.
Sacco Nicola, provenienza il meridione
Destinazione morte e nel frattempo la prigione.
Dentro quattro mura anche i pensieri chiusi a chiave.
Da ‘sta serratura neanche l'aria può passare
Quando ho paura chiudo gli occhi e vedo il mare,
Sogno il cielo la mia terra e la mia donna da baciare.
Sogno ali di farfalle per passare tra le sbarre,
Mani di titani per piegarle.
Vorrei la forza per un nuovo capitolo,
Se ognuno dei miei passi non portasse al patibolo.
Anarchico e straniero, non assassino,
Lo sa perfino il giudice che ha scritto il mio destino.
Ed io ho scritto sul muro, a lettere nere:
"La giustizia non fa parte di un sistema di potere".
Rit.
Voce come bomba, se la verità che abbiamo
Spezza il braccio teso nel saluto romano.
Vanzetti Bart, sono colpevole
Di odiare l'ingiustizia del sistema e le sue regole.
Di essere italiano, anarchico, emigrante,
Sindacalista, antifascista, militante.
E la mia gente non si scorda più il passato
Con me presenta il conto di ogni secondo sprecato
A lavorare in nero come schiavi del padrone,
In file senza fine negli uffici immigrazione.
Signor giudice, è tutta una montatura!
L’ho vista quella penna che tremava di paura.
Scriveva una condanna che è la nostra vittoria,
Scriveva i nostri nomi sui libri di storia,
E tutti quanti ora lo devono sapere:
"La giustizia non fa parte di un sistema di potere".
Rit
Ma non me ne importa se importa a te
Potessi respirare ancora il tuo odore
il tuo odore
È per una causa che non ha colore non ha nome
Ora ha un nome
Ma ora ha un nome
SACCO O VANZETTI: IL VIDEOCLIP
Regia di Elena Fiorenzani
Uno spazio semiabbandonato in bilico tra il carcere e il centro sociale. È il luogo in cui si aggirano le presenze di coloro che presero parte a quel balletto macabro che si consumò negli anni ’20 e che portò alla morte sulla sedia elettrica due innocenti perché anarchici, perché italiani, perché immigrati: Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti.
Il rapper calabrese Kento, ispirandosi a questa vicenda e agli omaggi che tutte le forme d’arte hanno tributato a Nick e Bart, ha posto l’attenzione sulle loro differenze nell’affrontare il destino condiviso:
“Puoi scegliere di rifiutare del tutto ciò che non puoi affrontare, di sputare con disprezzo su quel muro e poi voltargli le spalle. O puoi scegliere di combattere fino alla fine, di prenderlo a martellate anche se sai che non potrai mai abbatterlo o scalfirlo. Ai giudici che – comunque e in ogni caso - ti condanneranno puoi opporre la tua dialettica più veemente. O semplicemente il silenzio. Puoi assomigliare a Nicola Sacco, o a Bartolomeo Vanzetti. Puoi renderti conto che, in vari momenti della tua vita, sei stato uno dei due e che, in fondo al tuo essere, convivono entrambi” (Kento).
Partendo da questa premessa la regista Elena Fiorenzani ha realizzato un videoclip in cui Kento si fa interprete di entrambe le istanze: da un lato Kento/Vanzetti carcerato ma ancora vivo in carne e ossa, che tenta disperatamente di resistere alla manipolazione della realtà combattendo con la parola, unico mezzo rimasto a sua disposizione; dall’altro Kento/Sacco, interamente bianco, già fantasma di se stesso prima ancora di essere giustiziato, che rifiuta il confronto con un giudizio già scritto chiudendosi in una sorta di ostinato mutismo.
Il videoclip è strutturato in una forma in cui passato e presente convivono in un gioco di visioni e rimandi.
Se infatti da un lato si mantengono dei riferimenti storici (trucco e costumi), dall’altro la vicenda è attualizzata attraverso la scelta della location (il centro sociale Forte Prenestino di Roma) e la sottolineatura registica della drammatica attualità del caso, nel contesto espressivo contemporaneo del rap di Kento.
Il testo della canzone:
Rit: Quando il tuo destino viene a farti visita
Che fare? Che fare?
Sei pronto a dare tutto sapendo che non c’è rivincita?
Restare a lottare?
Voce come luce, ma se non c'è più calore
L'urlo blocca le parole, causa eclissi di sole.
Sacco Nicola, provenienza il meridione
Destinazione morte e nel frattempo la prigione.
Dentro quattro mura anche i pensieri chiusi a chiave.
Da ‘sta serratura neanche l'aria può passare
Quando ho paura chiudo gli occhi e vedo il mare,
Sogno il cielo la mia terra e la mia donna da baciare.
Sogno ali di farfalle per passare tra le sbarre,
Mani di titani per piegarle.
Vorrei la forza per un nuovo capitolo,
Se ognuno dei miei passi non portasse al patibolo.
Anarchico e straniero, non assassino,
Lo sa perfino il giudice che ha scritto il mio destino.
Ed io ho scritto sul muro, a lettere nere:
"La giustizia non fa parte di un sistema di potere".
Rit.
Voce come bomba, se la verità che abbiamo
Spezza il braccio teso nel saluto romano.
Vanzetti Bart, sono colpevole
Di odiare l'ingiustizia del sistema e le sue regole.
Di essere italiano, anarchico, emigrante,
Sindacalista, antifascista, militante.
E la mia gente non si scorda più il passato
Con me presenta il conto di ogni secondo sprecato
A lavorare in nero come schiavi del padrone,
In file senza fine negli uffici immigrazione.
Signor giudice, è tutta una montatura!
L’ho vista quella penna che tremava di paura.
Scriveva una condanna che è la nostra vittoria,
Scriveva i nostri nomi sui libri di storia,
E tutti quanti ora lo devono sapere:
"La giustizia non fa parte di un sistema di potere".
Rit
Ma non me ne importa se importa a te
Potessi respirare ancora il tuo odore
il tuo odore
È per una causa che non ha colore non ha nome
Ora ha un nome
Ma ora ha un nome
giovedì 1 ottobre 2009
mercoledì 30 settembre 2009
domenica 27 settembre 2009
Sacco E Vanzetti Vivono: La Loro Eredità Culturale Nel Film, Nella Musica E Nella Storia
Martedì 29 settembre 2009 alle 18.30 l’Associazione Sacco e Vanzetti è stata invitata al John Felice Center della Loyola University di Chicago, situata a Roma in Via Massimi 114 /A (zona Monte Mario) per una manifestazione aperta al pubblico dal titolo: "Sacco e Vanzetti vivono: la loro eredità culturale nel film, nella musica e nella storia." L’evento ricorderà la vicenda di Sacco e Vanzetti prendendo in considerazione sia il passato che il presente, dal momento che l’eco dei problemi sollevati dalla loro storia continua ad essere vivo in molti avvenimenti attuali.
Sarà proiettato, in anteprima per Roma, il pluripremiato documentario di Peter Miller,“Sacco and Vanzetti” (audio inglese con sottotitoli italiani). L’evento includerà la presentazione del videoclip musicale “Sacco o Vanzetti” del rapper Kento (Francesco Carlo) e una performance musicale dell’Italian Old-time Trio che eseguirà pezzi dell’epoca con strumenti tradizionali. Dopo le proiezioni e l’esecuzione,ci sarà una discussione che coinvolgerà Fernanda Maria Sacco (nipote di Nicola Sacco), Peter Miller, Kento, Fabio Refrigeri, direttore del trio e Flaminio Di Biagi, noto esperto di film.
Come è noto il documentario di Peter Miller, “Sacco and Vanzetti,” riporta in vita la storia di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, due italiani anarchici e immigrati che nel 1920 furono accusati di omicidio, e la cui condanna a morte fu eseguita a Boston nel 1927 dopo un processo chiaramente intriso di pregiudizi. L’esperienza di Sacco e Vanzetti divenne un simbolo dell’intolleranza verso gli immigrati e verso coloro che dissentivano in America. Milioni di persone negli Stati Uniti, in Italia e in tutto il mondo protestarono a loro favore. Ottant’anni dopo, la loro storia continua ad avere grande risonanza, mentre le libertà civili e i diritti dei migranti continuano a essere sotto attacco negli Stati Uniti e anche in Italia.
Il rapper italiano Kento, ispirato dalla storia di Sacco e Vanzetti si concentra sui diversi modi in cui i due affrontano il destino comune:
Puoi scegliere di rifiutare del tutto ciò che non puoi affrontare
O puoi scegliere di combattere fino alla fine….
Ai giudici che comunque ti condanneranno puoi opporre la tua dialettica più veemente. O semplicemente il silenzio.
Puoi essere come Nicola Sacco o come Bartolomeo Vanzetti.
Puoi renderti conto che, in vari momenti della tua vita, sei stato uno dei due e che, in fondo al tuo essere, convivono entrambi.
Sarà l’occasione per riflettere sull’attualità della vicenda di Sacco e Vanzetti ("Sacco e Vanzetti vivono") con i giovani del John Felice Center di Roma, seconda più grande struttura di studi internazionali in Italia, offre un’esperienza universitaria pre-laurea nel cuore dell’Europa occidentale in un Centro, che è un vero e proprio campus e centro accademico dell’Università Loyola di Chicago, fondata nel 1870 e diventata poi la più grande università cattolica gesuita della nazione.
Sarà proiettato, in anteprima per Roma, il pluripremiato documentario di Peter Miller,“Sacco and Vanzetti” (audio inglese con sottotitoli italiani). L’evento includerà la presentazione del videoclip musicale “Sacco o Vanzetti” del rapper Kento (Francesco Carlo) e una performance musicale dell’Italian Old-time Trio che eseguirà pezzi dell’epoca con strumenti tradizionali. Dopo le proiezioni e l’esecuzione,ci sarà una discussione che coinvolgerà Fernanda Maria Sacco (nipote di Nicola Sacco), Peter Miller, Kento, Fabio Refrigeri, direttore del trio e Flaminio Di Biagi, noto esperto di film.
Come è noto il documentario di Peter Miller, “Sacco and Vanzetti,” riporta in vita la storia di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, due italiani anarchici e immigrati che nel 1920 furono accusati di omicidio, e la cui condanna a morte fu eseguita a Boston nel 1927 dopo un processo chiaramente intriso di pregiudizi. L’esperienza di Sacco e Vanzetti divenne un simbolo dell’intolleranza verso gli immigrati e verso coloro che dissentivano in America. Milioni di persone negli Stati Uniti, in Italia e in tutto il mondo protestarono a loro favore. Ottant’anni dopo, la loro storia continua ad avere grande risonanza, mentre le libertà civili e i diritti dei migranti continuano a essere sotto attacco negli Stati Uniti e anche in Italia.
Il rapper italiano Kento, ispirato dalla storia di Sacco e Vanzetti si concentra sui diversi modi in cui i due affrontano il destino comune:
Puoi scegliere di rifiutare del tutto ciò che non puoi affrontare
O puoi scegliere di combattere fino alla fine….
Ai giudici che comunque ti condanneranno puoi opporre la tua dialettica più veemente. O semplicemente il silenzio.
Puoi essere come Nicola Sacco o come Bartolomeo Vanzetti.
Puoi renderti conto che, in vari momenti della tua vita, sei stato uno dei due e che, in fondo al tuo essere, convivono entrambi.
Sarà l’occasione per riflettere sull’attualità della vicenda di Sacco e Vanzetti ("Sacco e Vanzetti vivono") con i giovani del John Felice Center di Roma, seconda più grande struttura di studi internazionali in Italia, offre un’esperienza universitaria pre-laurea nel cuore dell’Europa occidentale in un Centro, che è un vero e proprio campus e centro accademico dell’Università Loyola di Chicago, fondata nel 1870 e diventata poi la più grande università cattolica gesuita della nazione.
Iscriviti a:
Post (Atom)